Questo è il giorno della partenza del Barbi. Quando ci alziamo infatti, il nostro vecchio e caro amico è in viaggio con gli autisti e qualche volontario per il porto di Tianjin, da dove si imbarcherà per l’Italia verso la meta di settembre.
Ciao Barbi, ti aspettiamo!!
La mattina intanto una nostra delegazione si reca all’università dove è attesa per un incontro con i docenti e gli studenti; l’incontro si svolge in un clima di grande cordialità e si conclude con l’usanza tipicamente cinese dello scambio dei doni. La giornata poi prosegue con l’incontro con l’ambasciatore italiano in Cina, S. E. dott. Riccardo Sessa. A parte i primi cordialissimi contatti l’impressione che ne riceviamo non e’ delle migliori. Infatti l’ambasciatore, dopo che 32 giovani (di corpo o di spirito) affrontano 13000 km in autobus per giungere fino a Pechino da Venezia, ritiene innanzitutto opportuno ricordare che un simile progetto è inutile ed è destinato a fallire perché, a suo parere, non ci siamo appoggiati concretamente alle istituzioni competenti, che ad onor del vero non sono molte, solo una: l’Ambasciata Italiana in Cina. Che purtroppo però nei due anni precedenti quando la contattavamo, evidentemente non aveva ancora i telefoni installati né i computer abilitati alla ricezione delle e-mail.
Noi preferiamo evitare inutili polemiche e continuare sereni per la nostra strada.
Nel pomeriggio, dopo che i nostri bravi sinologi hanno svolto una serie di colloqui bilaterali con alcune aziende cinesi interessate ai prodotti veneti, iniziamo a Piazza Italia l’evento finale di presentazione dell’intero viaggio.
L’evento, a cui partecipano delegazioni dell’ Ambasciata Italiana, dell’Istituto Commercio Estero, dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’Università di Pechino e diversi italiani residenti nella capitale cinese, si svolge nel migliore dei modi e si conclude con un sincero applauso della platea a tutti i membri presenti in sala che in questo mese ha portato a termine un impresa così grandiosa.
A margine dell’evento l’Ass. Cult. Ostrega! ufficializza il suo gemellaggio, con tanto di scambio di gagliardetti (a dire il vero solo il loro perche noi non ce l’abbiamo) con Fogolar Friulan, l’associazione che unisce i friulani nel mondo. Ne siamo orgogliosi e cogliamo l’occasione per
cominciare la rincorsa alle altre 18 associazioni regionali d’Italia ( tipo Soc’me per l’Emilia Romagna, Minchia! per la Sicilia ecc.).
All’ora di cena parte l’assalto ai cibi italiani di Piazza Italia, dove molti di noi hanno l’occasione di gustare finalmente le nostre delizie culinarie.
Dopo succede il finimondo, la sala dell’evento si trasforma in una pista da ballo e grazie a 4 microfoni e musica a palla, tutti ci scateniamo fino allo sfinimento. Certo anche 4 casse di spumante, vino rosso e bianco, e alcune bottiglie di whisky e grappa ci hanno aiutato un po’, ma questo non diciamolo ai nostri amici iraniani…
Uscendo improvvisiamo un ballo a meta fra il flamenco e il tip tap sopra le nostre lastre d’acciaio dipinte, poi alcuni di noi sono trasportati a casa sulle loro gambe per cause di forza maggiore (e ancora al vaglio degli inquirenti) mentre altri continuano imperterriti nell’ennesima disco di Pechino.
lunedì 19 ottobre 2009
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