


Ieri sera all'arrivo a Tabriz lungo l'autostrada mentre stiamo recandoci all'hotel vediamo due autovetture che corrono quasi attaccate mentre un giovane sta in equilibrio con i piedi appoggiati ai due finestrini, poi salta sopra il tettuccio di una delle due e comincia a ballare.
Da una macchina dietro un altro ragazzo filma tutta la scena. Quando li sorpassiamo, con doveroso clacson e con tutti i partecipanti appiccicati al finestrino (escluso per ovvie ragioni l'autista), esplode un tripudio generale!!
Noi restiamo attoniti e senza parole di fronte a querste stravaganti acrobazie... silenzio interrotto solo da Luca che esclama "e par fortuna che qua noi beve".
Il nostro hotel è a dir poco fantastico, un extra lusso 5 stelle con tutti i canon i occidentali.
All'ingresso incronitamo il sig. Shams, il padre di Maral, una persona squisita che ci offre la migliore ospitalità.
La sera ceniamo inm un ristorante di Tabriz, città vivace e dai bellissimi scorci.
L'entrata in sala è illuminante: uomini di sotto e donne confinate sopra. Loro ci guardano stupiti e curiosi.
Per i partecipanti maschi loro sono dei miti. Dopo aver salutato la sala con la loro esclamazione "salam" con un leggero inchino e mano destro sul cuore, i maschi si accomodano dicendosi vicendevolmente "questi i ga capio tutto!!".
Finita la cena il sig. Shams ci chiede se voigliamo fare un giro in centro dove si sta festeggiando la ricorrenza della nascita del dodicesimo Imam, festa religiosa moltom importante per gli saciiti.
L'impatto è folgorante: la vivacità della gente è incredibilmente sincera e spontanea.
Ad ogni angolo di strada la gente ci offre una tazza di the e dei biscotti. Le strade sono piene di musica e colori e le persone ci fermano per scambiare quattro parole o per farsi fotografare con noi, mettendosi la mano su cuore quasi a ringraziarci della nostra presenza.
In breve siamo completamente presi dalla gioia della festa e sentiamo un' euforia, simile a quella alcolica, che ci fa sentire completamente integrati tra la gente.
Quest'accoglienza ci fa sentire quasi in colpa per i pregiudizi e le paure che avevamo riguardo a questo paese ed alla sua gente, paure del tutto infondate e spentite dal colore, l'affettuosità la simpatia e l'onestà che abbiamo e stiamo ricevendo.
L'iran non assomiglia per niente alla rappresentazione che viene trasmessa dai nostri media.
Qui si trovano sempre persone che salutano, sorridono e sono pronte ad aiutarti, a darti informazioni o semplicemente ad offrirti un the (cai) con la fierezza e la grandezza d'animo propria di un popolo che appartiene ad una millenaria civiltà.
Questo ci fa capire quanto siano assurde le nostre pretese di essere portatori di un'unica verità.
La vera ricchezza non può che derivare dal confornto, dall'apertura e dallo scambio di idee e di modi di vivere con le altre civiltà e non da immotivate paure ed assurdi pregiudizi.
In questa serata abbiamo tutti sentito intensamente realizzarsi a pieno il senso e lo scopo di questo nostro viaggio.
La mattina, dopo poche ore di sonno ed un abbondante colazione in stile persiano, partiamo alla volta della capitale.
Il paesaggio che ci viene offerto dai finistreni della nostra corriera è affascinante: semidesertico e costellato di piccoli villaggi di argilla e terracotta.
Decidiamo anche di fare una sosta in un autogril poco convenzionale: una baracca con tetto in paglia dove un anziano signore, con le sue tre nipotine, vende angurie che, una volta tagliate, possono essere consumate comodamente seduti sul suo tappeto persiano.
In pochi minuti arrivano sul posto anche i genitori delle bambine nonchè altri passanti incuriositi dalla nostra presenza, facciamo un po' di foto tutti insieme, pensiamo poi di regalare alle nostre piccole amiche tre cappellini, tre penne ed alcuni gadget alle bambine. Il gestro viene molto apprezzato e ricambiato con molti inchini e sorrisi e con un'ulteriore anguria che ci viene donata.
Arriviamo a Theran nel primo pomeriggio e prendiamo posto in albergo... 4.700 Km ci separano ormai da casa!
Dopo un pranzo loculliano e dopo un doveroso sonnellino, ci rechiamo in taxi nella parte più alta di Theran. La città, infatti, è posta in dislivello e va dai 300 metri di altezza ai 1000 metri. Qui il clima è fresco ed il paesaggio molto affascinante. La città è vivace e piena di gente, di colori, di profumi. La serata si conclude con un'abbondante cena e, come di consueto, con un buon the.
Al rientro dal lago di Tabriz é stata improvvisata una partita di calcio Italia-Iran. La squadra italiana era composta da Matteo, Ivan, Dario e Roberto. La partita è stata avvincente ed al 90° grande goal di Ivan che ha sbloccato il risultato e ha dato la vittoria all'Italia... festa generale e delirio pubblico.