mercoledì 5 agosto 2009

05 agosto 2009 Turchia orientale






Questa mattina alle ore 07 abbiamo ripreso il viaggio, purtroppo abbiamo visitato la città di Sivas soltanto per pochi istanti, la città è accogliente e molto colorata. Molti anziani riposano su sedie un po' demodè di fronte alle vetrine dei bar; rubiamo alcune immagini di questa cittadina e ci rimettiamo in cammino.
Dopo due ore di marcia si inizia a viaggiare ad altitudini rispettabili, il paesaggio cambia e le montagne avvolgono la strada. La superficie dei monti è ricoperta di minuscoli fiori, alcuni viola e altri gialli che colorano un po' tutto il paesaggio in maniera sorprendente.
Abbiamo sostato lungo la strada all'altezza di un passo tra le montagne (altitudine 2500 metri) dove ci siamo abbandonati alla contemplazione mistica, abbiamo fatto pipì e siamo ripartiti.
Verso le quattro del pomeriggio pranziamo in un ristorante molto kitsch lungo la strada, il cibo non era eccellente e nelle zuccheriere di ogni tavolo svolazzavano tranquille dozzine di mosche. In Turchia lo zucchero esiste soltanto in forma di zollette; è sorprendente osservare la loro capacità di assorbire con rapidità tutto il the presente nel cucchiaino che le sorregge.
Dopo pranzo l'equipaggio è visibilmente assopito e sonnecchia tra le curve e l'irregolarità della strada.
Arrivo previsto a Dogubayazit verso le 21.00. Questa sera confidiamo di riuscire ad aggiornare il presente bolg (postazione internet dell'albergo permettendo).
Domani mattina partenza all'alba verso la frontiera iraniana.
Buona fortuna Ostrega!

Denis Martinello dice (a riguardo dell'episodio foratura ad Ankara):
Anche oggi la Barbi (nome di fabbrica del nostro autobus) corre attraverso paesaggi bellissimi, con il suo passo regolare, dandoci quella serenità che ci permette di goderci a pieno questo viaggio.
Sono passate pocheore da quando ieri pomeriggio la gomma è scoppiata, cavolo che paura!. Tiziano è stato un eroe, senza esitazione ha governato la Barbi quando d'improvviso è diventata un cavallo impazzito su una discesa a pochi metri dalla scarpata. Ammetto che in quei momenti abbiamo temuto che forse la Barbi fosse stata ferita in maniera irreparabile, e che forse tutto sommato non era all'altezza del viaggio che stiamo intraprendendo.
Ora abbiamo capito ce c'è troppo amore verso di lei e non le permetteremo di abbandonarci. Andrea si prende cura di Barbie come se fosse "una di famiglia". Stamane prima di partire controllo delle gomme, rabbocco dell'olio e via. Barbi corri e facci sognare ancora.

04 agosto 2009 Da Istanbul verso Sivas







Dopo un buon sonno di ben due ore, a parte i pazienti autisti Andrea e Tiziano partiamo alle ore 05.30 da Istanbul con direzione Sivas.
La partenza all'alba, salvo i disagi psicofisici che determina, ci permette di godere dello spettacolo unico ed affascinante dell'alba di Istanbul.
Attraversiamo il ponte sul Bosforo, l'imponente opera che ci permette in pochi minuti di attraversare lo stretto approdando finalmente in Asia. Nonostante le poche ore di sonno siamo tutti e trentadue emozionati: ha inizio la parte asiatica della via della seta.
Giunti alla tangenziale di Ankara abbiamo avvertito un forte scoppio e la corriera sbandare leggermente.
Damiano dice: "abbiamo appena forato l'anteriore destra, Matteo ed io abbiamo appena rovesciato la grappa di ser Pigatto sul povero Marco che stava dormendo al momento dell'incidente. Qualcuno ha pure perso il portafoglio... la corriera nasconde ma non ruba.
Il sorriso degli ostreganti rimane inscalfibile.
La destrezza del nostro autista Tiziano rende innocua la foratura, ed in poche decine di minuti l'autobus è di nuovo in marcia con la ruota di scorta. Dopo aver acquistato una nuova ruota in una simpatica autofficina proseguiamo il viaggio. Arrivo prvisto a Sivas ora 20.00, tre ore di ritardo accumulato a causa dell'imprevisto.

03 agosto 2009 Ostrega! Istanbul!









Sei buone ore di sonno hanno riparato egregiamente alla stanchezza ed ai postumi della festa "on the bus" siamo pronti a visitare la città. Moschea blu, Aia Sofia, visitiamo inoltre il "gran bazar" il mercato coperto più grande del mondo. Sebbene sia ormai un luogo frequentato prevalentemente da turisti è ancora in grado di far respirare la tradizione anche commerciale della Turchia e della sua gente. La vitalità, i rumori i colori gli odori delle spezie.
Un'altro splendido scorcio della città ci viene regalato dalla torre di Galata dalla quale si possono ammirare il Bosforo ed il Corno D'Oro: L'Asia e l'Europa l'oriente e l'occidente.
In serata ci rechiamo presso l'"ire" il luogo dove si svolge il primo evento Ostrega!, gli invitati ascoltano appassionati la nostra relazione e l'illustrazione dei nostri partners e collaboratori in genere augurandoci un buon proseguimento i viaggio.
Dopo la presentazone è d'obbligo andare a fumare un buon nagilè assaporando un ciai (the turco).
Poi si mangia un'ottima grigliata (kebab) di pollo ed agnello servito con ceci yogurt ed angurie, la serata si conclude con una buona birra ed un yeni raki nel quartiere Taxim.
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