sabato 15 agosto 2009

13 agosto 2009 il sole di Samarcanda

Giornata dal programma molto intenso. Al mattino visita guidata della citta antica e delle sue meraviglie. Il Registan, la Tomba dell' imperatore Tamerlano, la shakhi zinda o collina dei mausolei. quanrtieri più famosi sono tutti in fermento per il lavoridi restauro in vista della Festa Internazonale delle melodie orientali del 24 agosto. Ovunque è un indaffararsi di muratori, scalpellisti, sanpietrini idraulici che si prodigano mer mostrare ai venturi ospiti internazionali le meraviglie della loro citta.
Quanto ai monumenti, una vita non basterebbe a descrivere l'estasi che ci ha colpito nell'ammirarli, quindi preferiamo lasciare alle foto ogni commento, Ma rimane un forte sentimento di stupore per aver toccato con mano tanta perfezione artistica.
La città antica ci ha lasciato letteralmente senza fiato e, percorrendola a piedi, ci è sembrato quasi di respirare l'atmosfera dei tempi lontani quando nei caravanserragli, oggi musei, sostavano per trovare ristoro le antiche carovane.
Durante la visita della città la prima delle gradite sorprese della giornata: Paolo Marotta si presenta scendendo da un taxi davanti al Registan con un'ingresso in grande stile. Bagno di folla e Maroz è di nuovo in mezzo a noi!!
Per il pranzo ci siamo recati nella città nuova caratterizzata da casette basse, molto lontane dai palazzi delle città cui siamo abituati, e vicoletti caratteristici prevalentemente non asfaltati. Qui le donne, con abiti e veli colorati e sgargianti fanno ancora il pane fatto in casa, seguendo la ricetta tipica Uzbeca. Il pranzo si svolge nel giardino di un'abitazione improvvisatasi a ristorante. Il luogo è molto suggestivo e la tavola è ampiamente imbandita con delizie tipiche del luogo tra cui, immancabilmente, involtini di verdure, verdure fritte, carni alla griglia serviti in crosta di pane.
Durante il pranzo insospettatamente fa il suo ingresso anche Fabio Pigatto, anche lui tornato per continuare il nostro viaggio.. applausi scroscianti, cori di festa e anche il Pigattis è tornato. Ora siamo di nuovo al completo.

Il pomeriggio ci rechiamo presso la camera di commercio per l'incontro istituzionale. l'accoglienza che ci viene riservata è in grande stile: bellissime ragazze in abito tipico Uzbeco che ci accolgono, giornalisti delle principali reti Uzbeche, ampio pubblico. Al termine della conferenza, cui è intervenuto, oltre al presidente della camera di commercio italo`uzbeca, anche un rappresentante della municipalità di Samarcanda ci sono stati consegnati anche dei doni in segno di benvenuto.
L'incontro è stato assai fruttuoso, i nostri ospiti hanno manifestato estremo interesse per la nostra regione e per le ditte e gli enti che abbiamo presentato loro. E', inoltre, emersa la volontà e l'interesse da parte dei nostri interlocutori di intensificare i rapporti sia culturali che commerciali e turistici con il nostro paese e l'auspicio che quest'occasione possa rappresentare il punto di partenza di nuovi rapporti tra il nostro paese e l'Uzbekistan.
Dopo la presentazione ci è stata offerta la visione di una rappresentazione teatrale caratteristica e, subito dopo, loculliana cena con le autorità.

12 agosto 2009 benvenuti a Samarcanda

Questa volta decidiamo di abbandonare le consuete levatacce e ci concediamo tutta la mattinata per vistare la splendida città di Bukhara. A piccoli gruppetti ci improvvisiamo esploratori di tutti i quartieri e dei suoi monumenti, anche se poi finiamo per cedere alle normali abitudine da turisti comprando una valanga di gadget e souvenirs, come cappelli, pastrani, piatti ecc.
Nonostante i tentacoli del mondo del turismo di massa siano ormai quasi arrivati anche qui, la città e i suoi abitanti conservano ancora un autenticità che ci colpisce, e anche qui troviamo sempre persone pronte a sorridere e che si illuminano quando diciamo di venire dall'Italia.
Finora in tutti i paesi che abbiamo attraversato abbiamo detto la nostra provenienza siamo stati sempre accolti al grido di "Ale Del Piero" o "Buffon Buffon", e almeno ci siamo evitati la solita nenia sul Mafia Mafia.
Pranzo tutti assieme all'aperto sotto le fresche fronde di alcuni alberi di gelso, ovvero per i meno appassionati di botanica, soto dei morari. E d'altronde se siamo sulla via della seta, vorrà dir che ghe xe anca dei cavalieri (non come quei de a tavoea rotonda pero'!) e se ghe se i cavalieri cossa ghe dai da magnar, carne de bestia? I ghe darà anche qua do foie de moraro, o no??? senno che seta vutu che vegna fora, porcaria vien fora e a sarebbe stata la v tessuto acrilico, non la via della Seta.
Bene, dopo aver parlato delle origini storico culturali della coltivazioni di alberi da gelso a Bukhara torniamo alle avventure dei nostri eroi.
Alle 2 partiamo per Samarcanda, la città simbolo di tutta la via della Seta e e forse la piu' suggestiva di tutta l'Asia. Dopo circa 4 ore di viaggio per le sconfinate pianure uzbeke arriviamo alla meta di ogni viaggiatore-sognatore, la citta il cui solo nome ha fatto muovere generazioni e generazioni di esploratori,
No amici non siamo giunti a Rosolina Mare ma solo a Samarcanda (corri cavallo corri ti prego).
Appena arrivati andiamo subito a mangiare in un risporante/discoteca a bordo di un pulmann fornitoci dalla nostra guida per consentire anche ai nostri autisti di rilassarsi una sera dopo le fatiche dei giorni precedenti.
Al'ingresso nel locale capiamo che sarà una serata all'insegna del Cacao-Champagne: cibo e alcol a profusione pantagruelica, pista da ballo, musica dance e trenta animali lasciati liberi di divertirsi a loro piacere. Un mix letale.
Si parte subito con un giro di vodka per brindare all'arrivo di tappa (sarà il primo di molti, o come ci dicevamo "da uno in vanti"), poi video dichiarazioni di ognuno a Fabio e Paolo, i due Oyster costretti a saltare il Turkmenistan per problemi col visto, e successivamente brindisi e cori di lode a ognuno dei partecipanti con relativo "schienamento" del suo boccale di birra.
Come facilmente prevedibile, l' Orda veneta si scatena in tutta la sua meraviglia, ma il punto piu' alto lo raggiungiamo quando il deejay mette su "L'Italiano" di Toto Cutugno. Alle prime note ognuno lascia il suo boccone e corre in pista per ballare e cantare a squarciagola. Le persone alle altre tavole si fanno contagiare dalla nostra allegria e in breve alcuni di noi sono seduti alle loro tavole per brindare con vodka alla loro salute.
Alla fine il gestore del locale ci "ricorda" che per i brindisi bisogna aspettare che siano i camerieri a versare la vodka, e non scolarsi 8 bottiglie appena finito si servire gli antipasti!
La serata prosegue a ritmi e livelli supersonici, e al ritorno in corriera Luca e Andrea con fisarmonica e chitarra contiuano a far cantare tutto il gruppo,
Poi dopo alcune canzoni cantate nell'atrio, ci spostiamo tutti nella camera dei due musicanti per il momento doccia selvaggia: in breve cominciano raid punitivi per le camere per sequestrare i fioi e gettarli vestiti nella doccia. Ovviamente anche le donne sottostanno a queste spedizioni punitive. La cosa prosegue fino a tarda notte fra la disperazione dei camerieri e del personale. (il tutto nella sola camera di Piccolo e Giacomazzi n.r.d.).
Ma in fondo dopo tutta questa strada, un po di festa pensiamo di essercela meritata.

11 agosto 2009 - Mary (Turkmenistan) - Bukhara (Uzbekistan)

Partenza da Mary con le consuete quattro ore di sonno alle spalle. Il paesaggio che troviamo è semiarido e a tratti desertico.

Alle prime dune di sabbia che troviamo ci fermiamo per le consuete foto alla corriera nel deserto o, molto più seriamente, per giocare con secchiello e paletta. Il tutto sotto gli sguardi sbigottiti dei due agenti che ci scortano.
Prima di ripartire regaliamo i giochi da spiaggia ad un bambino che a sua volta ci dona un sorriso come non ne vedevamo da tempo.
Proseguiamo e arriviamo in prossimità del fume Amu Darya, soprannominato il fiume pazzo. Il suo attraversamento si presenta come qualcosa destinata a devintare leggenda. Infatti il ponte, di barche, è stato costruito dallo Zar nel 1904 e, a seconda della portata del fiume, si alza e si abbassa. I poliziotti ci informano che per attraversare il ponte dobbiamo scendere tutti dall'autobus e pecorrerlo a piedi per tutta la sua lunghezza di circa 1,5 Km. Non comprendiamo bene il perché, ma poi la nostra guida Turkmena ci spiega che è necessario perché di solito che lo attraversa a bordo dell'autobus urla talmente tanto per la paura che potrebbero esserci dei rischi.
Andrea B. aggiunge: "e go da traversarlo mi!!! ma parchè noi pensa mai ai pori autisti".
Comunque anche a piedi non è stata una passeggiata di salute, anche a causa dei diversi buchi non segnalati e del sole cocente - polvere sul viso e sul cappello, io e maddalena all'occidente abbiamo aperto i nostri occhi altre La Murdaria!
Durante l'attraversamento tutti i passanti ci fotografano e ci chiedono da dove veniamo, incuriositi da questa lunga fila indiana di occidentali.
Comunque, anche sopra il fiume, sempre la solita foresta di sorrisi.
Dopo qualche kilometro arriaviamo alla frontiera Turkmeno-Uzbeka nella quale avevamo preventivato di sostare 5-6 ore. Si aprono quindi e scommesse, su tutti spicca per ottimismo Denis che punta sulle 2 ore, sono le 14.56.
Tutto procede regolarmente e senza intoppi, la dogana Turkmena è poco più di una stamberga anni 20, piena di insetti, ma con personale estremamente cortese e in grado di comunicare con noi in inglese. Più sontuosa quella Uzbeka fatta con uno stile che ricorda le fortezze e i caravan serragli che per anni hanno caraterzzato l'aspetto urbanistico di questi luoghi.
Anche qui, però nessun intoppo e passaggio regolare. Alle 16.45 ci viene detto che possiamo salire in autobus. Denis si sfrega le mani pregustando la sua vittoria, mentre fissa febbrilmente l'orologio dell'autobus. Ma agli ultimi metri ci fermano per chiederci ulteriori informazioni, nonostante le maledizioni ed imprecazioni di Denis.
Fine di tutte le formalità alle ore 15.59, 2 ore e 3 minuti in totale, un vero record. 3 minuti oltre il sogno di Denis, ma è un prezzo che anche lui paga volentieri.
Ci fermiamo per strada per comprare acqua, birra e gelati per allietare gli ultimi Km e, con il morale a mille, e accompagnato dai soliti cori arriviamo nella città di Bukhara.
La città si preannuncia come meravigliosa ed, infatti, non deluderà le ns. aspettative.
Ceniamo in uno stupendo Caravan Serraglio, con munu tipico Uzbeko e spettacolo folkloristico.
Fantastico!!
Serata libera con passeggiata tra le vie della città antica, illuminate quasi esclusivamente dal fascino della luna, e bevuta di vodka tipica del luogo.
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