Ormai siamo arrivati a Pechino, il Barbi si riposa come un leone assopito nel cortile del nostro albergo e ognuno di noi, anche se non ce lo diciamo l’un l’altro, quando lo guarda dalla finestra pensa con orgoglio a quello che per quasi un mese è stata la nostra casa ma anche il 33simo partecipante.
Molti di noi hanno già visitato la città, per cui c’è una sorta di “rompete le righe” non ufficiosa. Per chi vuole oggi è prevista una vista iniziale della città, per gli altri invece tempo libero.
La maggior parte ovviamente parte alla conquista della capitale cinese, sebbene i monumenti originali rimasti siano rimasti veramente pochi.
Ma ci sono cose che anche se piange il cuore vederle completamente rifatte si devono comunque vedere e una di queste è la Città Proibita, una vera e propria città nella città, capace di ospitare ai tempi d’oro più di 10mila persone fra funzionari, membri della famiglia reale e concubine. Le linee armoniche delle costruzioni lasciano senza parole e anche se ce le avessimo non ci capirebbero visto che nessuno di noi oggi parla cinese!
Già, anche questo va detto. Chi non parla cinese si sente veramente un analfabeta. Anche i viaggiatori più esperti devono arrendersi di fronte all’impossibilità di comunicare o di farsi capire senza usare la lingua cinese.
Da li ci spostiamo a piazza Tienanmen (ovvero Porta del cielo), teatro venti anni fa di sanguinosi scontri e dove si trova anche il mausoleo a Mao Zedong, il Grande Timoniere della Repubblica Popolare Cinese per oltre 25 anni.
Da lì, dopo una breve sosta per il pranzo a base di ravioli ( una delizia!!) ci spostiamo verso il Tempio del Cielo, altra magnifica costruzione antica nella città di Pechino.
Quindi chi vuole può andare o al mercato della seta o al bazar dei tarocchi dove alcuni di noi colgono l’occasione per comprarsi degli orologi Rollex, originali e garantiti, mica patacche!
Al tramonto siamo tutti nel cortile dell’hotel per dipingere ognuno il suo quadro con colori e lamine di acciaio come tela fornite dal nostro artista di fiducia, Robertinho de Bertazao de Castello Roganzuolo.
Per un oretta scarsa tutti ci sentiamo dei Picasso, e infatti a parte qualche eccezione, questo e’ anche il commento di molti ai quadri fatti.
Non essendosi per nulla spento l’entusiasmo dell’arrivo, ovviamente la serata si conclude in discoteca fino all’alba.
lunedì 19 ottobre 2009
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