martedì 25 agosto 2009

21 agosto 2009 Dunhang - Jiayuguan




La mattina ci rechiamo a vedere le celebri grotte di Mogao dichiarate patrimonio dell'Unesco per l'inestimabile valore delle sculture e dei dipinti buddisti contenuti al loro interno. La guida molto disponibile e preparata ci illustra il contenuto di dieci delle 730 grotte incavate della roccia. Oltre alla bellezza delle grotte, specialmente la prima che conteneva un Buddha scolpito di ben 37 metri di altezza, ci colpisce l'accurata ricostruzione storica del contesto. Pensate, hanno risoctruito fedelmente le staccionate in cemento armato tipiche degli albori della civiltà Buddista ma, soprattutto, hanno messo in pratica il primo insegnamento del Budda: rivestire porte e finestre con infissi in alluminio color marroncino giallo.
E' stato grande lo stupore della maggior parte di noi nell'osservare che i volti dei dipinti erano tutti di colore, cosa che ci risuotava poco comprensibile visto i tratti somatici e la pelle di colore chiaro che caratterizza la popolazione di questa regione. Ci viene spiegato che si tratta di un fenomeno di ossidazione del colore originariamente rosa.
Nella penultima grotta, invece, notiamo che sulle pareti tutte le facce sono state scalfite e le mani mozzate. Anche qui tutte le nostre congetture vanno rapidamente in fumo quando ci viene spiegato che ciò è avvenuto perchè in origine i volti e le mani erano ricoperte d'oro e negli anni sono state asportate un pezzo alla volta lasciando per sempre sfigurate delle bellissime icone: peggio per l'oro!
Dopo un piacevole pranzo ai piedi delle grotte alcuni di noi si lanciano in riflessioni religioso-filosofiche, senza peraltro venirne a capo, mentre gli altri, dopo lo sforzo mentale della mattina, preferiscono affrontare argomenti più caserecci.
Con la pance piene e con la mente sempre più vogliosa di conoscenza (carnale e non) l'ostrega bus prosegue fino al limite estremo della grande muraglia: jiayuguan.
Per visitare questo meraviglioso angolo di Cina non potevamo scegliere un momento migliore della giornata: il tramonto. Arriviamo, infatti, al sito alle sette e mezza di sera e non possiamo fare a meno di raggiungere l'apice del forte con il mezzo di trasporto più popolare e famoso di tutta la Cina: la bicicletta.
Questo era l'estremo apice della Grande muraglia dove finiva la Cina propriamente detta ed iniziava il regno dei barbari popolato da demoni e creature malefiche. Infatti, questo forte fungeva da torre di vedetta e luogo di controllo del confine.
Come gli antichi arceri anche noi ci cimentiamo nel tiro coll'arco.
Il panorama di terreni sconfinati e desolati con le montagne da sfondo che ammiriamo da questa mitica fortezza è accentuato e abbellito da un tramonto mozzafiato, forse il più bello di tutto il viaggio. Noi ce lo gustiamo in silenzio seduti tra le mura del forte.
Dopo un giornata intrisa di spiritualità, cultura, dolcezza e romanticismo e dopo esserci dedicati a Buddha, la sera decidiamo di mandarla a Budane (forma di meretricio locale).
Ci rechiamo, infatti, in un classico Karaoke cinese. Dove, al modico prezzo di dodici euro, veniamo fatti accomodare in una sala dove ci deliziano con whisky, the verde e birra. Passiamo quindi la serata a ballare e cantare... bellissima festa.

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