giovedì 20 agosto 2009

17 agosto 2009 Zharkent - Yining

Ok ci siamo.
Due anni di lavoro sono ora all'epilogo finale, l'ingresso in Cina: da qui in poi le strade saranno ottime e non avremo più frontiere. Per agevolare al massimo le operazioni doganali partiamo alle cinque, in modo da essere lì per primi quando apriranno.
l'attesa è spasmodica e l'ingresso è vissuto da tutti come un momento decisivo e molto importante. Infatti, ci siamo devastati di Vodka la sera prima (la tensione si sà fa brutti scherzi!).
La frontiera Kazaka dimostra tutta la farragginosità della burocrazia ex sovietica: domande ossessionatamente ripetute più volte, inutili e reiterati controlli dei passaporti, sfogliati e risfogliati da tutti i funzionari doganali e procedure senza senso provano inutilmente a sfiancarci ma ormai nulla ci può fermare, LA CINA è VICINA come non mai.
Infatti, dopo un paio d'ore arriviamo alla dogana cinese. Qui troviamo ad accoglierci Mr Wang, la guida che ci traghetterà fino a Pechino. I funzionari di dogana sono sorpresi dal vedere 32 italiani in bus via terra, giurano che è la prima volta a memoria d'uomo e anche loro sono un po' eccitati; si ripetono scene un po' comiche durante le operazioni di controllo con loro che prima ci fotografano con il cellulare e poi si fanno immortalare con noi per ricordare questo momento storico. Addirittura ad un certo momento ci chiedono di metterci in posa mentre mettiamo i bagagli sul nastro per il controllo ai raggi X. Incredibile! noi in meno di un ora passiamo tutti i controlli, mentre per l'autobus si dovrà aspettare ancora diverse ore a causa delle pratiche lunghe e laboriose.
Ci accampiamo fuori dalla dogana dormendo con un occhio e guardando le valigie e l'autobus con l'altro.
Essendo ormai l'una passata decidiamo di dar fondo alle ultime scorte di cibo rimaste. Il menù del campione oggi prevede: acqua, tonno e biscotti dolci: dieta consigliata dai migliori dietologi mondiali.
Per ingannare l'attesa dopo esserci riposati e rofocillati scatta l'immancabile torello. Poi sullo scivolo d'ingresso della dogana Andrea P. si inventa il ramp ball ovvero il calcio rampa. In pratica si fa punto se si arriva al terzo settore e se lo si oltrepassa il punto va all'avversario. Vince chi arriva a dieci. Essendo un gioco da veri cretini fa subito presa fra tutti gli Oysters e in men che non si dica scatta il torneo, sia in singolare che in doppio. In singolare lo vince in scioltezza Filippo "il Maradona della Castellana" Guidolin umiliando Roberto con un sonoro 15-0. Ma proprio mentre si sta disputando la finale di doppio sentiamo il doppio clacson del Barbi al di là della dogana: è fatta!!!
Corriamo in fretta a furia e pieni di eccitazione verso la corriera, Anrea ha un sorriso a trentadue denti e ci abbraccia tutti per la felicità: FINALMENTE LA CINA!
C`era da fare la storia e l'abbiamo fatta. Il Barbi dall'alto dei suoi ventotto anni di servizio, è il primo bus italiano ad aver percorso la via della seta ed essere entrato in Cina.
Andrea, Matteo, Francesco, Luca, Andrea P., Denis, Giancarlo, Filippo, Paolo M., Dario, Ivan, Paolo F., Fabio P., Enea, Tiziano, RIta, Dimitri, Margherita, Ciro, Damiano, Paolo S., Nino, Bepi, Benedetta, Fabio B., Roberto, Francesco C., Miledi, Antonella, Linda, Filippo R., Marco.
Questi sono i nomi dei trentadue che hanno sfidato deserti, montagne, calori insopportabili e dogane disumane per portare a termine "l'impresa".
Siamo tutti giustamente fieri di essere parte di questo evento e l'atmosfera in bus è elettrizzante. Appena Andrea fa l'atteso annuncio, a bordo scoppia il putiferio: cori, urla e gioia incontenibile.
La strada che troviamo è perfetta: autostrade a due corsie e segnali stradali a non finire: per Andrea, dopo tante avversità, è il paradiso.
Arriviamo in serata a Yining dove rimarremo anche il giorno seguente per sbrigare la ultime pratiche burocratiche: ritirare la targa cinese per il bus e le patenti per Andrea e Tiziano.
Corriamo quindi in un ristorante tipico: canti, fiumi di birra e grappe localia 52 gradi. Ottima serata e, a dispetto di ogni luogo comune, eccellenti piatti, vari e ricchi di sapori.

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