Partenza da Mary con le consuete quattro ore di sonno alle spalle. Il paesaggio che troviamo è semiarido e a tratti desertico.
Alle prime dune di sabbia che troviamo ci fermiamo per le consuete foto alla corriera nel deserto o, molto più seriamente, per giocare con secchiello e paletta. Il tutto sotto gli sguardi sbigottiti dei due agenti che ci scortano.
Prima di ripartire regaliamo i giochi da spiaggia ad un bambino che a sua volta ci dona un sorriso come non ne vedevamo da tempo.
Proseguiamo e arriviamo in prossimità del fume Amu Darya, soprannominato il fiume pazzo. Il suo attraversamento si presenta come qualcosa destinata a devintare leggenda. Infatti il ponte, di barche, è stato costruito dallo Zar nel 1904 e, a seconda della portata del fiume, si alza e si abbassa. I poliziotti ci informano che per attraversare il ponte dobbiamo scendere tutti dall'autobus e pecorrerlo a piedi per tutta la sua lunghezza di circa 1,5 Km. Non comprendiamo bene il perché, ma poi la nostra guida Turkmena ci spiega che è necessario perché di solito che lo attraversa a bordo dell'autobus urla talmente tanto per la paura che potrebbero esserci dei rischi.
Andrea B. aggiunge: "e go da traversarlo mi!!! ma parchè noi pensa mai ai pori autisti".
Comunque anche a piedi non è stata una passeggiata di salute, anche a causa dei diversi buchi non segnalati e del sole cocente - polvere sul viso e sul cappello, io e maddalena all'occidente abbiamo aperto i nostri occhi altre La Murdaria!
Durante l'attraversamento tutti i passanti ci fotografano e ci chiedono da dove veniamo, incuriositi da questa lunga fila indiana di occidentali.
Comunque, anche sopra il fiume, sempre la solita foresta di sorrisi.
Dopo qualche kilometro arriaviamo alla frontiera Turkmeno-Uzbeka nella quale avevamo preventivato di sostare 5-6 ore. Si aprono quindi e scommesse, su tutti spicca per ottimismo Denis che punta sulle 2 ore, sono le 14.56.
Tutto procede regolarmente e senza intoppi, la dogana Turkmena è poco più di una stamberga anni 20, piena di insetti, ma con personale estremamente cortese e in grado di comunicare con noi in inglese. Più sontuosa quella Uzbeka fatta con uno stile che ricorda le fortezze e i caravan serragli che per anni hanno caraterzzato l'aspetto urbanistico di questi luoghi.
Anche qui, però nessun intoppo e passaggio regolare. Alle 16.45 ci viene detto che possiamo salire in autobus. Denis si sfrega le mani pregustando la sua vittoria, mentre fissa febbrilmente l'orologio dell'autobus. Ma agli ultimi metri ci fermano per chiederci ulteriori informazioni, nonostante le maledizioni ed imprecazioni di Denis.
Fine di tutte le formalità alle ore 15.59, 2 ore e 3 minuti in totale, un vero record. 3 minuti oltre il sogno di Denis, ma è un prezzo che anche lui paga volentieri.
Ci fermiamo per strada per comprare acqua, birra e gelati per allietare gli ultimi Km e, con il morale a mille, e accompagnato dai soliti cori arriviamo nella città di Bukhara.
La città si preannuncia come meravigliosa ed, infatti, non deluderà le ns. aspettative.
Ceniamo in uno stupendo Caravan Serraglio, con munu tipico Uzbeko e spettacolo folkloristico.
Fantastico!!
Serata libera con passeggiata tra le vie della città antica, illuminate quasi esclusivamente dal fascino della luna, e bevuta di vodka tipica del luogo.
sabato 15 agosto 2009
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1 commento:
Grande ing.Denis... Uomo del tempo!
Ma alla fine Andrea ha urlato o no?
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